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Addio Fratello Crudele
Anno:  
1971
Regista:  
Giuseppe Patroni Griffi
Cast:  
Charlotte Rampling, Fabio Testi, Rik Battaglia, Antonio Falsi, Angela Luce, Oliver Tobias
Paese:  
Italia
Durata:  
140
0
3194
Storia
 
18+
Attori
Giuseppe Patroni Griffi

Addio fratello crudele” è un film tratto da “Peccato sia una sgualdrina”, opera del ‘600 creata da John Ford. La pellicola - diretta da Giuseppe Patroni Griffi - parla di un amore fraterno proibito tra Giovanni (Oliver Tobias) e Annabella (Charlotte Rampling), il tutto ambientato in una incantevole Mantova in pieno stile rinascimentale. La trama gira intorno al rapporto incestuoso dei fratelli, fino al momento in cui Annabella è costretta a sposarsi per varie vicissitudini con il nobile Soranzo (Fabio Testi). La pellicola fece molto scalpore, dato che nel 1971 la situazione in Italia era poco incline ad aperture simili. Per questa ragione tanti critici cinematografici hanno attaccato il lungometraggio su diversi fronti, soprattutto non è piaciuta molto l’interpretazione dei protagonisti, con critiche dirette sulla scelta del cast. Memorabile fu la recensione di Alberto Moravia, che definì “Addio fratello crudele” un film che mostrasse come l’anormalità non era vista come un limite ma che poteva portare un allargamento dei poteri umani.

Giuseppe Patroni Griffi, il regista, ha voluto omaggiare a suo modo il capolavoro di John Ford, visto che tra il film e l’opera originale ci sono molte differenze che offrono diversi spunti e sfumature di pensiero. Patroni Griffi non è nuovo a prendere spunto da un’opera teatrale e riadattarla al cinema dandole una forte impronta autoriale. Il regista era già noto per andare controcorrente, come confermano le sue opere precedenti. “Il mare”, del 1962, è una delle prime pellicole in Italia che parla apertamente dell’omosessualità, mentre “Metti, una sera a cena” è, invece, basato su una nuova tipologia di rapporto, un triangolo amoroso che sfocia nella bisessualità.

Con “Addio fratello crudele”, Patroni Griffi ha deciso di voler affrontare di petto uno dei tabù per eccellenza, non solo in Italia, ma nel mondo, ovvero l’incesto tra un fratello e una sorella. Il regista è considerato tutt’oggi una delle più grandi figure di tutto il panorama italiano, anche perché grazie al suo senso di anticonformismo e di libertà intellettuale, ha dato sempre una impronta autoriale alle proprie opere cercando di smuovere e far riflettere il proprio pubblico.

Nel film sono presenti le musiche del maestro Ennio Morricone, che rendono benissimo l’atmosfera tesa e drammatica del film. Non è la prima volta che il duo Giuseppe Patroni Griffi e Morricone collabora: i due, infatti, avevano già lavorato assieme ne “La gabbia”, anch’essa una pellicola drammatica a forte sfondo erotico, e in “Metti, una sera a cena”.

Il regista di "Addio fratello crudele", Giuseppe Patroni Griffi, ha dato una sua personale interpretazione dell’opera di John Ford. Inoltre, non è la prima volta che Patroni Griffi parte da un’opera teatrale e la mutua in un film per il grande schermo. Il regista ha sempre avuto un occhio di riguardo per opere dai temi particolari, in grado di creare scalpore e suscitare scandalo. Nel 1962, mediante la messa in scena de “Il mare”, ha affrontato apertamente il tema dell’omosessualità, senza dimenticare “Metti, una sera a cena”. In questo caso, Patroni Griffi offre allo spettatore un nuovo modo di vivere un rapporto sentimentale, che non ha come protagonista due persone, ma tre, che si risolve in un legame bisessuale.

Con “Addio fratello crudele”, Patroni Griffi ha messo in risalto un tema scottante e di certo poco comune, quello dell’incesto, di un rapporto contro natura, che interessa un fratello ed una sorella. Pertanto, il regista Patroni Griffi è una delle poche figure che fa dell’anticonformismo e della libertà delle idee i suoi principi essenziali, conferendo alle sue pellicole quel tratto di originalità, in grado di attivare la critica e far muovere le coscienze del pubblico. Il film è accompagnato da colonne sonore d’autore, firmate dal maestro Morricone, che conferiscono ancora di più un’atmosfera drammatica, avvincente e di suspence all’intero film.

 

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