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Tutti Defunti... Tranne i Morti
Anno:  
1977
Regista:  
Pupi Avati
Cast:  
Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Francesca Marciano, Valentino Macchi, Bob Tonelli, Giulio Pizzirani, Michele Mirabella
Paese:  
Italia
Durata:  
105 min
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Trama
 

"Tutti Defunti… Tranne Morti" è un film diretto da Pupi Avati del 1977. La sceneggiatura è stata scritta dal regista e dal fratello, Antonio Avati, insieme a Gianni Cavina e Maurizio Costanzo. La storia è ambientata nel 1950 e un bel giorno, al Castello dei Marchesi Zanetti, arriva Dante (Carlo Delle Piane), una sorta di rappresentante porta a porta dell’epoca, per vendere un libro ricavato da un vecchio manoscritto su miti e leggende degli antichi casati dell’epoca feudale della zona (il film è ambientato in Emilia Romagna), ai discendenti. L’inatteso ospite sopraggiunge proprio mentre la bizzarra famiglia è in procinto di dare l’ultimo saluto al capofamiglia, il marchese Ignazio (Andrea Matteuzzi), che è passato a miglior vita. Viene invitato così, a unirsi al tavolo dei commensali dalla bizzarra figlia del defunto, Ilaria (Francesca Marciano), che gli rivolge persino delle avance… Dante ignora che l’antico manoscritto contenga una strana profezia: chi ucciderà 9 membri della nobile famiglia, troverà un tesoro.

Da questo momento inizia una serie di strani omicidi. Dopo aver celebrato il funerale del marchese, infatti, vengono assassinati prima l’anziana serva Rosa, poi il maggiordomo Giulio (Giulio Pizzirani), i marchesi Ottavio (Luciano Bianchi) e Letizia (Flavia Giorgi) e tutti gli altri componenti della famiglia. Gli unici superstiti a questa girandola di omicidi sembrano Dante, Ilaria e l’investigatore privato Martini (Gianni Cavina), che è stato chiamato al posto della polizia per non infangare la reputazione della famiglia. In realtà il marchese Ignazio non è affatto morto e si scopre che ad essere stato sepolto è il maggiordomo Giulio. È Ignazio, infatti, l’autore dei delitti e se la sta dando a gambe levate con il ricco bottino e Ilde (Greta Vayan), l’infermiera di Donald (Pietro Bona), la quale, accortasi che i conti non tornano, lo elimina.

Il film di Pupi Avati mescola il giallo in stile Agata Christie al grottesco. Il risultato è una storia buffa, una sorta di parodia dell’immaginario dei film gialli e horror (antichi libri, personaggi ambigui, morti misteriose, ecc.). All’inizio, infatti, la sceneggiatura sembra seguire la solita falsariga del genere giallo: un omicida che uccide senza un apparente movente, ma l’esito è del tutto esilarante, oltre che delirante! Anche lo stereotipo del detective viene destrutturato. L’investigatore privato, infatti, viene tratteggiato come un perfetto imbecille, incapace di risolvere il caso, che si servirà dell’intelligenza altrui per dipanare la matassa. In questo film Pupi Avati si serve di alcuni attori che aveva già utilizzato per "La Casa Dalle Finestre Che Ridono" e di Carlo Delle Piane, qui alla sua prima collaborazione con il regista emiliano.

 

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